Cos'è
A cura di Carlo Coppelli e Marco Panizza
Dal 3 al 19 aprile 2026
Inaugurazione con azione interattiva di Aurélie Beer, venerdì 3 aprile 2026 alle ore 17.00
Orari di apertura:
Feriali: 15.00 – 18.00
Festivi e prefestivi: 10-13 15-18
Chiusura: 7, 13, 14 Aprile
Eventi collaterali gratuiti:
Venerdì 4 aprile – Laboratori espressivi
9:30 – 12:30: Condotti da Maria Castagna, Sandrine Lissac, Cailla Mele e Caterina Varchetta all’interno della mostra
14.30 – 15.30: Restituzione delle esperienze dei laboratori
15.30 – 17.30: Comunicazione a cura di Sabrina Mazzola,Jasmine Pacek, Pamela Palomba, Axel Rütten, Sergio Schenone.
Venerdì 17 aprile – Laboratorio espressivo
15.30 – 17:30 Condotto da Duo Artistico ArtChiMiKi
Sabato 18 aprile – Giornata studio
10.30 – 12.30 16.00 – 18.00 Giornata di studio sul tema della biennale e sull’esposizione. Relatori: Davide Bregola, Maria Assunta Cavallo, Marco Dallari, Federica Guidetti, Karl-Heinz Menzen; chairman Carlo Coppelli. Intermezzi musicali del duo Dune Mosse(Giuseppe Pierazzi & Marco Marcolini)
14.45 – 15.45 Performance teatrale del gruppo Temenos
16.00 – 18.00 Tavola rotonda conclusiva e dialogo con pubblico
L’arte come mezzo per prendersi cura di sé: un’utopia realizzata
L’ arte non è solo ricerca estetica, ma da sempre anche un mezzo che aiuta a stare bene: curando la persona, prevenendo il disagio e consolidando l’identità di appartenenza a un gruppo e tramandando
i valori più condivisi di una civiltà. Dal secondo dopoguerra, il metodo dell’arteterapia rappresenta concretamente una delle applicazioni più diffuse di questa prassi.
Molto si è detto sull’aisthesis, ovvero sulla capacità dell’arte di sentire ed esprimere emozioni, aspirazioni, paure; meno sull’arte come linguaggio, in grado di comunicare universalmente; ancor
meno si è indagato sul bisogno individuale di estetica, intendedo con ciò non solo l’anelito a un generica soddisfazione, ma anche l’emergere di un proprio codice visivo, un’identità artistica
personale, ma in grado di essere trasmessa, compresa e magari condivisa anche dagli altri.
L’idea della biennale internazionale degli arteterapeuti (BAT) è nata da queste premesse: offire ai professionisti dell’arteterapia, cioè dell’arte che cura, uno spazio dove poter esprimere questa
identità visiva, all’interno di un contesto collettivo; un luogo dove poter incontrare altre persone con interessi comuni, ma proveninti da ambiti anche molto differenti, dal punto di vista culturale e
geografico. Ciò utilizzando una sensibilità comune, quella di persone che aiutano altre persone con l’arte. Non una sterile esibizione individuale, o peggio, narcisistica (cosa che nel mondo dell’arte
spesso abbonda) ma un fertile confronto con altre analoghe ma differenti ricerche.
Perché l’arteterapia mette in relazione varie parti del Sé e L’Io con il Noi.
La biennale, attraverso la definizione di un argomento, sempre diverso per ogni edizione, permetterà a quelle persone che coscientemente hanno individuato e percorso una loro ricerca
introspettiva, di “mostrare” i risultati da loro ottenuti con possibilità e scenari più grandi rispetto alla logica individualistica tipica della odierna società, con uno sguardo più ampio sul mondo.
Il tema per l'edizione 2026 è: Utopia- la cura dell’arte per immaginare futuri possibili.
Argomento ispirato dal contesto in cui si svilupperà il percorso espositivo, in un luogo importante per la sua impronta storico-artistica rinascimentale, quando il dibattito sull’utopia era molto sentito.
Ma tema certamente di attualità, considerando la difficoltà che abbiamo ora di riuscire a proiettarci nel futuro, in questa società dall’ “eterno presente”, per mancanza di modelli positivi o per paura.
Del resto l’arte stessa è di per sé utopica, altrimenti rischierebbe di essere solo decorazione.
La collaborazione attiva dell’Amministrazione comunale di San Benedetto Po ha permesso di definire un’agorà, dove una koiné di 59 artisti- arteterapeuti (provenienti da Italia, Brasile, Croazia,
Francia, Germania, Malesia, Montenegro, Polonia, Slovenia, Svizzera,Venezuela) condivideranno la propria ricerca, con circa 250 opere, all’interno della inimitabile cornice dell’abbazia polironiana.
La mostra si terrà presso le tre prestigiose locazioni della Galleria Mostre, della Sala del Capitolo e del chiostro intermedio dell’Abbazia di Polirone, consentendo allestimenti sia interni che esterni e
sarà aperta al pubblico dal 3 al 19 aprile 2026, con l’inaugurazione prevista venerdì 3 aprile alle 17.
Come nella precedente edizione, in occasione della biennale sarà prodotto un catalogo che raccoglierà tutte le opere selezionate ed esposte durante l'evento, offrendo così una precisa
documentazione di questa straordinario evento, unico in Europa. Inoltre consentirà a chiunque la partecipazione agli eventi collaterali previsti:
Sabato 4 aprile 2026
dalle 9,30 alle 13, laboratori espressivi condotti da Sandrine Lissac, Mairea, Camilla Mele, Caterina Varchetta
e dalle 15,30 relazioni di Sabrina Mazzola, Jasmina Pacek, Pamela Palomba, Axel Rütten, Sergio Schenone.
Venerdì 17 aprile
dalle 15,30 alle 17,30 laboratorio espressivo a cura del duo artistico ArtChiMichi.
Il giorno 18 aprile invece, si terrà una giornata di studio, moderata da Carlo Coppelli, che vedrà la partecipazione di Davide Bregola, Susanna Cavallo, Marco Dallari, Federica Guidetti, Karl Heinz Menzen, con intermezzi musicali del duo Dune Mosse.
Dalle 14,45 alle 15,45 si potrà assistere alla performance teatrale del gruppo Temenos diretto da Marco Panizza.
Tutte le iniziative sono gratuite; la partecipazione ai laboratori espressivi è a prenotazione, inviando richiesta a: biennaleat26@gmail.com o telefono/whatsapp 335343289.
Pagina FB: BAT- biennale arteterapia; Instagram: bat_biennale_arteterapia.
https://www.biennalearteterapia.i
A chi è rivolto
Tutti
Date e orari
03 apr
19
apr
Costo
Gratuito
Luogo
Punti di contatto
Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2026, 13:22